Rieti rende omaggio a Padre Giovanni Minozzi

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il Maestro Francesco Corrias con il Coro “La Fenice” dell’Istituto Magistrale Statale di Rieti ” Elena Principessa di Napoli”

 

L’Associazione culturale “Santa Barbara nel Mondo”, con il suo infaticabile Presidente Dott. Pino Strinati, ha organizzato a Rieti il 10 novembre, presso l’Auditorium “Varrone”, una bella giornata commemorativa su Padre Giovanni Minozzi – Testimone di Pace. Nell’occasione è stato conferito il Premio “Come Barbara” al Prof. Giuseppe Mastromarino per il suo libro Le Maschere e i Volti nella Grande Guerra. Echi di guerra e palpiti di amore nei diari e Ricordi di un Cappellano militare[1], lavoro interamente dedicato al Cappellano Giovanni Minozzi, fondatore dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, della quale l’Autore è un Ex alunno.

Alla conferenza hanno partecipato il Vescovo di Rieti S.E. Mons. Domenico Pompili, la Prof. Gerardina Volpe, Dirigente Scolastico dell’Istituto Magistrale Statale “Elena Principessa di Napoli” e moderatrice dell’incontro, il Prof. Giuseppe Mastromarino ed il sottoscritto Massimo Squillaci in rappresentanza di Don Cesare Faiazza, Vicario Generale della Famiglia dei Discepoli, Congregazione religiosa fondata da Padre Minozzi.

Il pubblico era formato per lo più da studenti del detto Istituto che hanno letto brani su Padre Minozzi, da loro composti e tratti dal libro di Mastromarino, che era stato oggetto di studio nelle settimane precedenti. Un Coro del Liceo musicale, diretto dal Maestro Prof. Francesco Corrias intervallava gli interventi dei conferenzieri.

Mons. Domenico Pompili ha parlato nella massiccia presenza dei sacerdoti sul fronte della Grande guerra e si è soffermato, poi, su Padre Minozzi e sulla vasta opera di assistenza ai soldati, da lui realizzata attraverso le “Case del Soldato”. Il coraggio e l’inventiva di questo sacerdote, ha proseguito il Vescovo, può essere di insegnamento anche per i giovani di oggi, che si trovano a vivere dentro trincee di natura diversa, bombardati quotidianamente da insidie, disagi e messaggi spesso di dubbio valore morale.

Il Prof. Mastromarino, ha evidenziato la funzione delle “Case del Soldato” come valido ed efficace antidoto per combattere, attraverso attività culturali e ricreative, la “spersonalizzazione” e l’alienazione dei soldati.

Massimo Squillaci ha evidenziato gli effetti concreti che l’attività di Padre Minozzi produceva sul morale dei soldati, portando un esempio concreto di cui lo stesso Cappellano ci ha lasciato testimonianza in alcune belle pagine del suo Ricordi di guerra, che nell’occasione vengono lette.

 

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[1] Edizioni Giannatelli, Matera 2017.