Gennaio 1917

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4 gennaio

Belluno. Palazzo Vescovile.

Scendo adesso dal Cadore, stanchissimo.

Il 1° dell’anno inaugurai la Cappellina di Calalzo ne’ pressi della stazione. Giornata magnifica, festa lietissima. Il mattino parlai ai soldati dalla cappellina irradiata di sole, il dopo pranzo tenni per loro una ricca festa, al suono del grammofono.

Ho visitato poi l’hotel Tre Croci dove sorgerà presto una splendida Casa del Soldato. Desidererei anzi convertire Tre Croci in un Convalescenziario, meglio in una Casa di riposo per soldati stanchi o malaticci e luogo di divertimento per tutti. I generali Caputo e Segato mi hanno ringraziato dell’idea. Ma ci vogliono mezzi. Chi darà i denari? Signore, rendimi degno di chiederli in Tuo nome!

6 gennaio

È la Befana.

L’ho passata lavorando, grazie a Dio. E stasera non ho cenato.

Sii benedetto, o Signore, Padre dei cieli e della terra, o Amore mio dolcissimo, speranza mia, vita mia, sii benedetto in eterno!

13 gennaio

Ho visitato parte della 1a Armata in questi giorni, son scappato per acquisti a Milano, ho aperto alcune Case del Soldato! Stasera ho rivisto D. Brizio dalla Giacomelli. Da ottimista, è diventato non direi un pessimista, perché nessun cristiano è pessimista e lui è un grande cristiano, ma dole che vede scuro scuro nel domani prossimo. Certo i fatti son quello che sono e hanno finito coll’imporsi a lui pure ordinariamente così facile e ingenuo. Ma è già questo un sintomo grave. Egli crede che il Chirurgo questa volta porterà a fine l’operazione sua, amputerà completamente gli arti cattivi. Non so. Tutto è probabile. Noi siamo troppo piccoli per indagare ne’ disegni di Dio. M’ha fatto pena quanto m’ha detto della Conferenza di Roma. Risultati scarsi scarsi. Dove andremo dunque? Signore hai Tu solo le parole di vita eterna! Salvaci, Signore!