Luglio 1916

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5 luglio

é la data della mia ordinazione sacerdotale. Perdona le mie colpe passate, Signore; benedici i miei rinnovati propositi.

 18 luglio

Il dolore è il viatico della vita. Non v’è creatura umana che non lo porti con se, non v’è famiglia che non lo trovi assiso continuamente al proprio focolare. Alcuni s’inquietano col destino o con la Provvidenza, perché veggono altri gioire, mentre si scatena intorno a loro il male. Ingiusta illusione. Se vi fosse più sincerità nel mondo, se ognuno parlasse con maggior verità, senza vergognarsi de’ propri difetti e de’ propri guai, forse saremmo più buoni tutti, ci vorremmo più bene, ci invidieremmo di meno. Forse… perché svanite alcune illusioni che paiono anch’esse necessarie alla vita, potremmo anche diventar più cattivi fra noi e con Dio…! é così strana la vita!

20 luglio

Cose tristi che non volevo notare. Ma serviranno a conoscere gli uomini e le cose un po’ meglio, senza unilateralità miope e sciocca. La patria è più in alto. I fatti sono sicuri. Chi me l’ha narrati – alcuni da molti giorni – non sanno mentire. Nella zona di Monfalcone un ufficiale nostro superiore disse che avrebbe dato quattro o cinque giorni di prigione… a chi riportava un austriaco prigioniero. I fantoccini del 76 masticarono un po’ amaro, poi… obbedirono come poterono. A Misurata, nell’abbandono forzato di che non è parola ne’giornali nostri, furon incendiate dagli’italiani anche case ove sapevano bene essere solo donne e bambini. Andate poi a ripigliar la colonia! L’Austria fa male a impiccare Battisti; ma l’Inghilterra faceva bene ad ammazzare tanti irlandesi? E la Russia a incrudelire sulla povera gente non ortodossa cascatale in mano? Un amico tornato da Tunisi m’ha parlato indignato della lotta francese antitaliana. E siamo in questo momento alleati per la vita e per la morte! Il segretario di Borzilai diceva a un amico che il suo principale era da tempo inquietissimo contro Sonnino per la balorda sua politica commerciale, e se non veniva la crisi, se ne sarebbe andato lui. L’Inghilterra ha succhiato il nostro oro. é realistica: fa i suoi affari bene. La nostra marina mercantile va riducendosi a proporzioni minime. E avevano tanto bisogno d’ingrandirla! Più voci, e serene ed eque, m’han detto che al Celio i cappellani non si vedono mai. Non c’è pericolo che facciano un giro per le corsie, quando specialmente giungono i nuovi ammalati o che s’aggirino un po’ fra i soldati. Neppur io ce li ho visti mai. Avranno da fare! Quale servizio a Roma è ben organizzato? L’imboscamento trionfa tranquillo. Chi dunque fa la storia?

26 luglio

Da ieri m’ha ripreso la febbre.

28 luglio

Io pecco contro la vita, pecco continuamente e non mi ravvedo. La curo troppo poco questa vita terrena, mi strapazzo, non so darmi riposo, ed ecco le malattie che m’abbacchiano, mi rovinano, non mi lasciano più lavorare. Perché? Non ho fiducia in me stesso, nella vita, nell’avvenire? O è presunzione stolta, orgoglio delle mie forze, ipocrisia del bene? é un tentare Dio? Me lo domando sempre, e or mi rispondo in un modo or in un altro, senza mai correggermi però. Non so. Io ho un incubo del tempo che passa. Non credo d’aver mai, neppure nei momenti più dolorosi della mia vita, desiderato davvero che il tempo passasse più rapido, mai mai. Se d’ogni istante dovremo rendere conto, che sarà di noi? Di me che sarà? Magnifico e terribile dono il tempo! Più del tempo che è la vita quaggiù? Né i dolori, né la morte, nulla vince il tempo: la morte crede alle volte, quand’è volontaria, di eluderlo, se non di schiacciarlo, sciocca, ma ne rimane essa la vittima. Solo uno arriva a superare il tempo, a trasformarlo nell’eternità: l’amore vivo e grande.